Un’ amica che vive a Roma ogni volta che le commento qualcosa di abbastanza ovvio mi risponde : “E’ logico”. Secondo me usare la logica non è poi così difficile come sembra. Per esempio, quando ragioniamo sul fatto che avvicinando una fiamma ad un pezzetto di carta questa possa prendere fuoco, allora stiamo usando la logica.
Credi che utilizzare la logica sia sempre la migliore opzione?
La logica è una scienza formale attraverso la quale si studiano le differenti forme di validare il ragionamento. Esistono vari metodi di applicazione della logica: deduttiva, analitica, induttiva ed altre. Utilizzi la logica deduttiva per risolvere un problema? Gioco: il cubetto
L’uso del termine logico/a è abbastanza frequente nel linguaggio quotidiano. Lo possiamo ritrovare in espressioni come: “E’ logico che ti senta male”; “Quest’uomo mi ha dato una risposta logica”; “E’ logico che ti abbiano punito” e così via. Gli esempi sinora citati mettono in evidenza come, nella vita di tutti i giorni, il concetto di logico si presta a usi diversi relazionandosi con varie idee; a seconda del contesto si identifica ciò che è logico con qualcosa di prevedibile o necessario, con qualcosa che obbedisce a cause conosciute, con ciò che è giusto etc.. In generale, pertanto, tutto quello che si presenta come assurdo, insolito, fuori dal piano più strettamente razionale, si considera illogico. Adesso però, tra tanto disordine semantico, dobbiamo raggiungere una definizione di logica che sia univoca ed universalmente accettata. Sebbene alcuni sostengano che si tratti di una vera scienza, possiamo in ogni caso affermare che la logica sia un un insieme di regole e procedimenti formali che servono per distinguere i ragionamenti correttamente costruiti (validi) da quelli che invece sono costruiti in maniera non corretta. La parola logica, etimologicamente analizzata, deriva dal latino logica che a sua volta deriva dal greco logikós che significa “ragione” o “studio”. Lo studio sistematico della logica ha origini molto antiche che risalgono alla Grecia di Aristotele, filosofo che sviluppò quello che oggi conosciamo come logica classica. Aristotele utilizzava il termine per riferirsi allo studio degli argomenti come manifestazione della verità nella scienza. Attualmente questa forma viene riconosciuta come logica formale e la si contrappone alla logica informale che invece rappresenta lo studio metodico degli argomenti probabili della retorica, l’oratoria, la filosofia ed altre discipline. Per mezzo della logica informale si identificano errori e paradossi e si costruiscono i discorsi in maniera corretta. Esistono inoltre la logica naturale, binaria e matematica. La logica studia le regole di gioco che sovrintendono il pensiero. Il suo obiettivo è scoprire le leggi che un buon ragionamento deve osservare per compiersi correttamente. Per questa ragione ciò che importa alla logica non è tanto ciò che si pensa ma come si pensa, ovvero la forma e non tanto il contenuto del pensiero. Per questa ragione la logica è una disciplina formale simile alla matematica che però, rispetto alla logica, si occupa di entità numeriche o figure. La logica invece si occupa di strutture linguistiche e basicamente di termini, proposizioni e ragionamenti. Il termine viene utilizzato anche in riferimento al pensiero logico che si costituisce dalle elaborazioni che gli individui fanno a partire dalle relazioni tra gli oggetti per poi procedere attraverso elaborazioni più strettamente individuali. Questo pensiero logico permette di analizzare, argomentare, razionalizzare o giustificare. Si caratterizza per il suo essere preciso ed esatto, basandosi su dati probabili o fatti. Il pensiero logico è analitico (divide il ragionamento in parti) e razionale, segue delle regole ed è sequenziale (lineare). Ti va di mettere alla prova la tua logica?
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